pupi a palermo


__L’antichità__
Gennaio 18, 2008, 5:43 pm
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Anche se non esistono prove documentali, sembra che in Egitto ci fossero delle statue animate che venivano utilizzate nei riti ieratici in favore della dea Osiris. Cronache di questi riti si ritrovano in molti autori greci, soprattutto in Erodoto. E proprio la Grecia classica riporta i primi testi scritti per marionette, insieme ad un vasto repertorio di statue animate (Neurospastos). Anche in questo caso si tratta di testi sacri per il culto del Dio Bacco. Secondo lo studioso Magnin, gli antichi muovevano le marionette dall’alto, almeno fino all’arrivo dei castelli per burattini.

Con il passaggio dal teatro greco a quello latino, le bambole articolate perdono il loro carattere religioso a favore di un utilizzo ludico e ricreativo, divenendo rapidamente un gioco popolare. I personaggi, oltre che per la pancia prominente e la gobba, sono caratterizzati da un fallo enorme, a ricordo degli antichi culti in favore di Osiris descritti da Erodoto. Presso i romani ritroviamo pupazzi animati di tutti i tipi (pupae, homunculi, ligneolae hominum figurae…) a volte simili a burattini, altre a marionette.

L’evoluzione romana degli spettacoli porta alla pantomima, espressa nel canticum, traduzione lirica o epica dell’azione, resa dall’attore. I soggetti sono perlopiù storie bibliche, leggende di santi, ma anche racconti profani dove emergono le figure di Pappus e Maccus, il primo progenitore europeo di Pulcinella.

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_di_figura