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fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_di_figura

Pulcinella, in versione francese Polichinelle e in quella inglese Punch, è la notissima maschera napoletana. Servo spesso malinconico, mescola le caratteristiche del servo sciocco con una buona dose di saggezza popolare
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Anche se non esistono prove documentali, sembra che in Egitto ci fossero delle statue animate che venivano utilizzate nei riti ieratici in favore della dea Osiris. Cronache di questi riti si ritrovano in molti autori greci, soprattutto in Erodoto. E proprio la Grecia classica riporta i primi testi scritti per marionette, insieme ad un vasto repertorio di statue animate (Neurospastos). Anche in questo caso si tratta di testi sacri per il culto del Dio Bacco. Secondo lo studioso Magnin, gli antichi muovevano le marionette dall’alto, almeno fino all’arrivo dei castelli per burattini.
Con il passaggio dal teatro greco a quello latino, le bambole articolate perdono il loro carattere religioso a favore di un utilizzo ludico e ricreativo, divenendo rapidamente un gioco popolare. I personaggi, oltre che per la pancia prominente e la gobba, sono caratterizzati da un fallo enorme, a ricordo degli antichi culti in favore di Osiris descritti da Erodoto. Presso i romani ritroviamo pupazzi animati di tutti i tipi (pupae, homunculi, ligneolae hominum figurae…) a volte simili a burattini, altre a marionette.
L’evoluzione romana degli spettacoli porta alla pantomima, espressa nel canticum, traduzione lirica o epica dell’azione, resa dall’attore. I soggetti sono perlopiù storie bibliche, leggende di santi, ma anche racconti profani dove emergono le figure di Pappus e Maccus, il primo progenitore europeo di Pulcinella.
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_di_figura
La rappresentazione e l’animazione di figure antropomorfe è un fenomeno universale, probabilmente di origine religiosa, le cui origini si perdono nella notte dei tempi e si confondono con la nascita del teatro: negli ancestrali culti di statue di Dei mosse da corde e fili, passando per la maschera e legando la storia della marionetta a quella dell’attore in carne ed ossa e quindi dell’uomo. Storicamente l’origine delle figure animate può essere attribuita all’India (Chesnais), dove si trovano tracce di spettacoli con marionette religiose risalenti all’XI secolo a.C. I personaggi principali sono Sutradhara, letteralmente “colui che tira i fili” e Vidouchaka. Quest’ultimo è “nano e gobbo, con degli enormi dentoni e gli occhi gialli e completamente calvo”; ridicolo nelle espressioni e nel costume, concupiscente e lubrico, ciarlone e volgare, picchiatore inesorabile, è il prototipo dei Pulcinella di tutto il mondo.
Nel suo passaggio ad occidente Vidouchaka prende, in Turchia, il nome di Karagueze, letteralmente “occhio nero” e originariamente costituito da una figurina di pelle colorata, mostrata al pubblico da dietro uno schermo di stoffa semi-trasparente.
La fama e la fortuna di Karagueze lo fanno conoscere anche in Grecia e in Nord Africa, dove prende il nome di Karacouche. Pur conservando le caratteristiche primordiali (calvizie, pancione, gobba…) e il carattere dominato dall’appagamento degli istinti animali, con il tempo il nostro personaggio perde l’enorme attributo che, in nome della morale, viene sostituito da un bastone. La silhouette colorata diviene un’ombra nera.
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_di_figura

foto di serena fanara, ombra cambogiana esposta al Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino, Palermo









