pupi a palermo


__Le due scuole:la catanese e la palermitana__
Gennaio 30, 2008, 7:54 pm
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Al di là degli elementi stilistici unitari esistono due scuole di pensiero, quella Palermitana e quella Catanese, che sono molto diversificate nella costruzione del pupo, alle quali pupari di altre località siciliane: Acireale, Agrigento, Messina, Trapani, etc. si rifanno, aggiungendo delle particolarità personalizzate; dobbiamo però dire per onor di cronaca, che lo stile palermitano e quello più diffuso.

La prima distinzione riguarda la stessa dimensione del pupo, che a Palermo presenta un’altezza simile a quelle delle marionette classiche, tra gli 80 cm e il metro dal peso di 13,14 kg., mentre a Catania si trovano pupi alti un metro e trenta cm e in alcuni casi possono pesare quasi 30 kg.

Una seconda variabile, ancora più importante e decisiva per la dinamica teatrale, riguarda il movimento e le articolazioni. In pratica il pupo palermitano ha le ginocchia snodate, con cubitiera, ginocchiere ed elmo con visiera mobile, che consente un andamento più aggraziato ed una scioltezza mimica di tutto il corpo, che influisce moltissimo sul modo di dialogare, di gestire e di combattere e alcuni possono anche muovere gli occhi e la bocca. La mano destra è realizzata con il pugno chiuso, e ha un buco al centro, nel quale passa un filo che legato al pomo della spada consente di estrarla e riporla nel fodero.

Altra importante differenza consiste nel fatto che durante i combattimenti la testa di alcuni pupi può cadere o addirittura che alcuni di essi vadano letteralmente a pezzi. Il pupo catanese invece, ha gli arti inferiori bloccati e scoperti, gli scudi dei guerrieri sono quasi tutti rotondi, la spada è fissata alla mano destra, la visiera dell’elmo non è mobile ma fissa e gli schinieri coprono la parte anteriore della gamba. Le corazze sono decorate con l’aggiunta di piastre pendenti. Per quanto riguarda gli addobbi e i vestimenti essi sono un pò più raffinati rispetto a quelli palermitani. Nel movimento il pupo è più rigido, non può inginocchiarsi ed ha una cadenza quasi irreale anche perché non poggia per terra ed è sorretto da catene ancorate alla parte alta del teatro.

Anche la manovrabilità del pupo ha le sue varianti; a Palermo la leggerezza ed il minor peso del pupo rendono possibile un maneggio laterale, eseguito con il puparo in piedi che lo sorregge con le braccia tese, l’articolazione delle ginocchia ne permette un passo sciolto e una grazia quasi di danza. A Catania la mole del pupo costringe il manovratore ad una posizione alzata o supina su un palchetto appositamente costruito sopra il teatro vero e proprio, per cui il pupo si muove quasi sempre accostato al fondale di scena e fatto scorrere, durante le battaglie, per tutta la lunghezza del teatro.

Per quanto riguarda il teatro vero e proprio c’è da dire che quello catanese per ovvi motivi è molto più grande e può arrivare anche a 10 m. di lunghezza, esso in genere si preparava all’interno di magazzini o scuderie. Si hanno anche qua delle differenze sostanziali; nei teatri dell’area Palermitana le sale avevano un’ampiezza inferiore rispetto a quella Catanese, e il boccascena del teatro ha decorazioni molto ricche che simulano i panneggi, mentre in quello catanese i panneggi sono reali.

fonte/foto: http://www.irsap-agrigentum.it/Teatro%20di%20figura.htm#teatro%20di%20figura

                

a sinistra: maneggio dall’alto della scuola catanese; a destra: maneggio laterale della scuola palermitana



__Cosa è il teatro di figura__
Gennaio 16, 2008, 5:38 pm
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In Italia si è sempre distinto il mestiere di burattinaio, marionettista, puparo e ombrista e alla fine degli anni ‘70 viene creata la denominazione di teatro di figura per includere queste tecniche. Il teatro di figura utilizza quindi burattini, marionette, pupazzi, ombre, oggetti impiegandoli in qualità di attori protagonisti dello spettacolo. Questo termine è stato accettato e quindi utilizzato dalle Circolari Ministeriali emanate dal Ministero dello Spettacolo e dopo la sua abrogazione, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri presso il Dipartimento dello Spettacolo.

fonte: http://www.teatrinodelles.com/glossario/10.shtml